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lunedì 14 novembre 2011

Un caro saluto Silvio..




Viva l'Italia, Viva la Liberta! Così conclude Berlusconi il suo messaggio agli italiani nel suo video messaggio davanti le tv italiane. Quello che si presenta non è il Presidente del Consiglio dimissionario ma un uomo vecchio, stanco, con ancora dell'orgoglio. Un uomo accecato dai suoi interessi e che ieri ha voluto propinarci la solita lista di buone intenzioni. Un'anticipata letterina di natale ricca dei sogni di tutti gli italiani, un paese che funzioni e che dia opportunità di lavoro a tutti.

<<Non mi arrenderò finché non saremo riusciti a modernizzare l'Italia, riformando la sua architettura istituzionale, il suo sistema giudiziario, il suo regime fiscale, finché non saremo riusciti a liberare il nostro paese dagli egoismi e dalle incrostazioni ideologiche, dalle incrostazioni corporative che gli impediscono di sviluppare tutte le sue meravigliose qualità e potenzialità>>.

Veramente parole belle e ricche di buoni propositi. Peccato che a dirle sia il secondo Premier più longevo della Repubblica, con i suoi 3336 giorni da premier, secondo solo a Giolitti. Un uomo che ha caratterizzato nel bene e nel male gli ultimi 20 anni dell'Italia. Un uomo che però non riesce a comprendere, complice forse la sua senilità, che in questi 2 decenni ha soltanto perseguito i suoi interessi che raramente, e forse mai, hanno coinciso con quelli del paese. E a dimostrazione di ciò sono le sue stesse parole, indice di quelle riforme promesse ma mai compiute, di quelle vane speranze che gli italiani hanno riposto su di lui.

Tanto potrei scrivere su quest'uomo che io stesso ho votato molti anni fa e per il quale non si può non provare simpatia. Perché è un oratore e sa come attirare a se il consenso. Lui non era stupido, ma lo è diventato.

Non so se le sue ragioni nel 1994 per scendere in politica fossero genuine, ma anche se lo fossero, il potere corrompe e lui oggi è l'emblema di questo. È stato (o già lo era) corrotto ed ha corrotto, ha capito come funzionavano le istituzioni ed ha asservito ai suoi scopi giornali e tv. La sua sfortuna è stato nascere in un epoca globalizzata dove non c'è spazio per giochi puerili di dittatura. Come molti suoi amici medio orientali è stato sconfitto, per l'unica ragione per la quale poteva essere battuto (visto che i processi non lo hanno mai potuto scalfire a seguito delle sue leggi ad-personam ed ad-aziendam), cioè su ciò che lui ha fatto o non ha fatto. E proprio ciò che non ha fatto lo ha sconfitto. Il pensare prima a se stesso e solo a questo ha dimostrato che per colpa sua l'Italia si è ritrovata in una fortissima crisi riguardo la crescita economica.

Caro Silvio, che dirti, oggi come molti penso che un era si sia chiusa. Forse tenterai di ricomparire nei titoli di coda, tipo quei film dove ci sono scenette divertenti accanto ai titoli finali. Ma anche se fosse così per te questo film è concluso e se davvero ricomparirai, sarà per una breve comparsa che magari ci strapperà un sorriso per il goffo tentativo.

Hai dato quel che hai potuto e voluto all'Italia, cioè niente. E per niente sarai ricordato o per meglio dire, per tutto questo "niente" sarai dimenticato. Tranquillo, in realtà non ti dimenticheremo, perché non vogliamo che ricapiti di ricredere ad un buffone come sei stato tu.

Ciao!


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